A Fresagrandinaria, Tufillo e San Giovanni Lipioni, tre giorni di dialogo e visione condivisa. Il focus su ESIRA e il dialogo con la Regione aprono la strada alla revisione della Legge 25/2015.
Tre giorni per connettersi, coinvolgersi e costruire visioni comuni.
L’edizione 2025 del Festival delle Cooperative di Comunità dell’Abruzzo, intitolata “Siamo borghi per il Paese”, ha confermato la forza di una rete dal basso che continua a crescere e che, passo dopo passo, sta riuscendo a ottenere riconoscimento anche a livello istituzionale.
A Fresagrandinaria, Tufillo e San Giovanni Lipioni si è respirata un’atmosfera autentica di partecipazione. Comunità che si incontrano, mani che si intrecciano, parole che diventano progetti: il festival ha messo in luce quanto sia forte il desiderio di abitare questi borghi — non solo per difenderli, ma per rigenerarli, insieme.
Il focus su ESIRA: un laboratorio di idee per le aree interne
Tra i momenti più significativi, la seconda giornata è stata dedicata al progetto ESIRA — il programma europeo per lo sviluppo sostenibile delle aree interne (rurali/marginali) — su cui le cooperative di comunità abruzzesi sono attivamente impegnate in un dialogo concreto. Questa sessione ha dato voce a un’idea condivisa: le esperienze comunitarie non sono iniziative isolate, ma modelli di sviluppo locale capaci di dialogare con la programmazione europea e di influenzare le politiche pubbliche.
Dalla rete alla legge: riconoscimento dal basso
Durante l’incontro, la presenza dell’Assessora regionale alle Attività Produttive, Ricerca Industriale, Internazionalizzazione e Lavoro, Tiziana Magnacca, ha segnato un passaggio fondamentale. Per la prima volta, la rete delle cooperative di comunità ha potuto portare il proprio contributo direttamente all’attenzione della Regione Abruzzo, aprendo un dialogo istituzionale concreto e costruttivo.
E i risultati non hanno tardato ad arrivare.
Pochi giorni dopo il Festival, il 29 ottobre, il Consiglio regionale ha approvato la revisione della Legge 25/2015 — la normativa che, dieci anni fa, aveva per la prima volta riconosciuto formalmente le cooperative di comunità come modello di sviluppo territoriale.
Una legge nata dal basso, oggi aggiornata proprio grazie al percorso e all’impegno di chi, negli anni, ha mantenuto vivi i borghi attraverso il lavoro, la passione e la capacità di innovare senza perdere autenticità.
«Non stiamo semplicemente celebrando un traguardo normativo, ma una visione che diventa struttura, una speranza che diventa legge», si legge in una dichiarazione di Borghi IN Rete.
«Le cooperative di comunità hanno dimostrato che prendersi cura del territorio non significa nostalgia, ma progetto condiviso e responsabilità quotidiana.»
Un Abruzzo che cresce insieme
Dal Festival al Consiglio regionale, l’Abruzzo delle cooperative di comunità si è dimostrato una voce capace di incidere.
Una voce che racconta borghi vivi, persone che scelgono di restare ed esperienze che uniscono tradizione e futuro.
Oggi più che mai, quel “Siamo borghi per il Paese” risuona come un impegno collettivo: continuare a costruire insieme, affinché i luoghi siano plasmati da chi li abita.
A cura di Emanuela Pomari (Borghi IN e membro della MAP ESIRA)