Un team di ricercatori dei progetti Horizon Europe ESIRA e SERIGO ha presentato i propri risultati alla 10ª conferenza EMES. Coordinato da Luca Koltai (HÉTFA Research Institute), il panel ha visto i contributi di studiosi dell’Università di Burgos, Euricse, della Carinthia University of Applied Sciences, Eurac Research, dell’Università della Finlandia Orientale e del Centro per l’Innovazione Sociale di Vienna.
In quanto uno dei principali incontri globali dedicati alla ricerca sull’economia sociale, la conferenza EMES ha presentato ricerche all’avanguardia che affrontano le sfide sociali e territoriali più urgenti del nostro tempo. L’evento ha ribadito il ruolo cruciale dell’economia sociale nella creazione di società inclusive e sostenibili.
Il panel, intitolato “Rafforzare l’innovazione sociale attraverso l’economia sociale nelle aree rurali”, ha riunito quattro articoli di ricerca dei progetti ESIRA e SERIGO. Questi lavori hanno analizzato come le organizzazioni dell’economia sociale, le imprese sociali e le iniziative dal basso affrontino sfide persistenti nelle regioni rurali, remote e montane. Le presentazioni si sono concentrate su modelli innovativi di assistenza agli anziani, sull’impatto di sviluppo delle organizzazioni dell’economia sociale, su approcci intersezionali alle vulnerabilità rurali e sugli effetti della de-democratizzazione della governance sull’imprenditoria sociale in Ungheria.
La sessione si è svolta il 6 novembre nell’ambito della 10ª Conferenza Internazionale di Ricerca EMES sull’Impresa Sociale, ospitata dalla Erasmus University Rotterdam e dalla Utrecht University.
Le regioni rurali in tutta Europa continuano ad affrontare il declino demografico, un accesso ridotto ai servizi essenziali e crescenti vulnerabilità socioeconomiche. I progetti ESIRA e SERIGO sono stati concepiti per esplorare come gli attori dell’economia sociale possano rafforzare la resilienza, l’inclusione e la qualità della vita in questi contesti. Il panel ha avuto l’obiettivo di condividere evidenze sul fatto che cooperative, imprese sociali e organizzazioni comunitarie stanno creando soluzioni innovative radicate nei territori. Riunendo ricerche comparative e studi di caso provenienti da tutta Europa, la sessione ha contribuito a una comprensione più approfondita di come le iniziative di economia sociale possano favorire uno sviluppo rurale più inclusivo e sostenibile.
Sonia Marcos (Universidad de Burgos) ha presentato una ricerca sui modelli innovativi di assistenza agli anziani, guidati da finalità sociali, sviluppati nelle aree rurali della Spagna nell’ambito del progetto ESIRA. Questo lavoro è stato realizzato in collaborazione con María Jesús Castrillo, Luis Marcos e Claudia Castroviejo. Il team ha analizzato la fattibilità di un centro residenziale e di servizi sociali centrato sulla persona a Tubilla del Lago, progettato per consentire agli anziani di continuare a vivere nelle proprie comunità. I ricercatori hanno inoltre sottolineato come le fondazioni dell’economia sociale possano fornire servizi di alta qualità in aree dove i servizi tradizionali sono diminuiti.
Jacopo Sforzi e Giulia Tallarini (Euricse), in collaborazione con Giulia Galera, hanno presentato un contributo che esplora come le organizzazioni dell’economia sociale contribuiscano allo sviluppo rurale rispondendo a bisogni insoddisfatti e mobilitando risorse locali. Basandosi sui risultati di ESIRA, i ricercatori hanno dimostrato che cooperative e imprese comunitarie contribuiscono a mantenere servizi essenziali, creare occupazione e rafforzare la coesione sociale. Hanno inoltre evidenziato il potenziale dei modelli partecipativi e radicati nel territorio nel promuovere economie rurali resilienti.
Marzia Bona (EURAC) ha presentato il lavoro del progetto SERIGO (in collaborazione con Marika Gruber, Cristina Dalla Torre, Ida Motteran e Alexandra Tomaselli), che adotta un approccio intersezionale e sistemico all’analisi delle vulnerabilità nelle aree rurali e del ruolo delle iniziative di economia sociale e solidale nel contrastarle. I risultati mostrano come genere, etnia e altri fattori sociali influenzino le esperienze dei beneficiari e l’inclusività delle strutture di governance all’interno di tali iniziative. I risultati preliminari evidenziano come approcci più olistici e intersezionali possano rivelare opportunità per uno sviluppo rurale più equo e resiliente.
Judit Keller (Centro per l’Innovazione Sociale, Vienna / CERS, Budapest) ha presentato il proprio lavoro in collaborazione con Ágnes Németh (Università della Finlandia Orientale). L’intervento ha analizzato come l’aumento delle disuguaglianze, la contrazione del welfare e la de-democratizzazione abbiano ridefinito il contesto in cui operano le organizzazioni dell’economia sociale, in particolare nelle aree rurali dell’Ungheria. Mentre le riforme neoliberali e la mercatizzazione del welfare hanno spinto ONG, organizzazioni religiose e imprese sociali a colmare le crescenti lacune nei servizi pubblici — spesso con scarso o nullo sostegno statale — queste organizzazioni si trovano anche sotto pressione a causa di strutture di governance sempre più centralizzate e illiberali che limitano lo spazio civico. Basandosi su ricerche empiriche del progetto SERIGO, lo studio ha esaminato come le imprese sociali affrontino questo contesto complesso, interrogandosi sulla loro capacità di generare soluzioni innovative, rafforzare i gruppi emarginati e promuovere il cambiamento sociale in condizioni politiche che limitano autonomia e partecipazione. In definitiva, l’analisi mette in luce le limitate opportunità per l’innovazione sociale nei contesti illiberali e il delicato equilibrio che queste organizzazioni devono mantenere per rispondere ai bisogni sociali operando all’interno di quadri istituzionali restrittivi